01/12/2023 – Stato dell’arte e prospettive per il controllo biologico della Cocciniglia tartaruga del Pino

01 Dicembre 2023

Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA) di Firenze, il 23 novembre scorso, ha organizzato un workshop on-line per presentare i risultati della spedizione entomologica svolta a Maggio alle Isole Turks e Caicos, alla ricerca di insetti antagonisti della micidiale Coccinglia Tartaruga (Toumeyella parvicornis), che sta portando alla morte centinaia di Pini domestici. In queste isole dei Caraibi l’insetto ha fatto la sua drammatica comparsa nel 2005, devastando intere pinete di Pinus bahamensis, e da qui è arrivato in Europa. Sappiamo che l’endoterapia, che consiste nell’iniezione nel fusto di un principio attivo tossico per l’insetto, è uno strumento utile nell’emergenza, attualmente utilizzato per contrastare l’avanzata del contagio, ma non può essere considerata una soluzione nel medio/lungo periodo. Inoltre, l’endoterapia risulta del tutto inadeguata per salvare il patrimonio naturalistico costituito dalle pinete di Pino domestico in Italia: l’unica strada percorribile è l’introduzione di agenti di controllo biologico ed ecco perché è importante la ricerca presentata dal CREA. In Italia gli antagonisti naturali presenti e già individuati, come ad esempio il Metaphycus flavus e alcune coccinellidi non sono in grado di tenere sotto controllo il numero esponenziale delle popolazioni di Toumeyella parvicornis. Lo studio del CREA si è concentrato sugli insetti presenti sulle piante per individuare i predatori e tra questi quelli più efficaci. In particolare l’attenzione si è concentrata sulla coccinella Thalassa montezumae che non era stata prima d’ora individuata alle Turks and Caicos ed è invece presente negli Stati Uniti, luogo di origine della Cocciniglia tartaruga. Si ritiene che questa coccinella possa essere un predatore naturale della Cocciniglia tartaruga, visto che, in prove di laboratorio, ha dimostrato di poter predare sia neanidi che adulti di Toumeyella parvicornis, con un’efficacia altissima, che arriva fino all’85%. Va tenuto presente che il comportamento in laboratorio è indotto da condizioni artificiali e che dunque l’efficacia va verificata poi in ambiente naturale, ma merita di essere studiato in quanto Thalassa montezumae è un insetto “oligofago”, si nutre cioè di una ristretta varietà di prede. Lo studio sul campo dovrà approfondire gli impatti ambientali diretti e indiretti dell’eventuale introduzione in natura di questo predatore. Il 30 gennaio 2018 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. 230 di “Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”. Il provvedimento stabilisce le norme atte a prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dall’introduzione e dalla diffusione, sia deliberata che accidentale, delle specie esotiche invasive all’interno dell’Unione europea, nonché a ridurre al minimo e mitigare l’impatto che queste specie possono avere per la salute umana o l’economia. L’art. 6 del Decreto Legislativo vieta l’introduzione deliberata o per negligenza nell’UE, la riproduzione, la coltivazione, il trasporto, l’acquisto, la vendita, l’uso, lo scambio, la detenzione e il rilascio di specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Gli articoli 8 e 9 del Decreto Legislativo 230/2017 prevedono la possibilità di deroga ai divieti prima richiamati, sia per la conduzione di ricerche scientifiche e di attività di conservazione ex-situ, per la produzione e l’uso medico nel caso che l’utilizzo di prodotti derivati da tali specie sia inevitabile per far progredire la salute umana e in casi eccezionali e per motivi di interesse imperativo, compresi quelli di natura sociale ed economica. Queste deroghe vengono concesse nel primo caso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel secondo dalla Commissione Europea tramite la predisposizione di una istruttoria da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Esemplare della coccinella Thalassa montezumae

 Il cammino quindi è ancora lungo, ma l’inizio sembra promettente e vale la pena di approfondire gli studi.

Dottore Forestale Vittorio De Cristofaro

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